giovedì 31 marzo 2011

L'Italia? ...un gran casin(ò)!!


in genere cerco di non entrare in merito a quanto dice e fa Silvio Berlusconi.
non sono un politico, non credo comunque che sia produttivo fare opposizione soltanto ponendo come argomentazioni le sue sparate populiste e i suoi comportamenti privati, legali o meno.
però ieri, vedendo i servizi tv riguardanti la sua visita a Lampedusa, tra le tante cose che mi hanno fatto gelare il sangue nelle vene c'è stata una frase pronunciata dal Presidente del Consiglio che più di tutte mi ha fatto saltare letteralmente in piedi dalla sedia...
“Lampedusa sarà sede di un casinò”...

questo, se mi è concesso, è solo uno dei tanti motivi per cui io odio profondamente il modo di pensare e di vivere che abbiamo assunto noi italiani.
sia in maniera volontaria che non...
mi spiego...
come dicevo tempo addietro in un vecchio post, rimango sempre inorridito vedendo file e code di anziani, giovani davanti ai banconi delle tabaccherie, delle sale giochi, ricevitorie, in attesa di spendere i propri euro in giochi d'azzardo...
ormai li conosciamo tutti...
gratta e vinci, superenalotto, lotto, 10 e lotto, scommesse ippiche e sportive, senza contare l'ormai modaiola passione per il Poker online...
le macchinette, i video poker poi, sono strafamosi anzi, stra-famigerati...



la cosa che mi fa letteralmente imbestialire è che tale diffusione ha avuto un picco proprio in questi ultimi 18 anni.

non è un caso che la parola "Casinò" esca fuori dalle labbra del nostro "amato" Silvio.

ricordo ancora quando si diffuse la notizia che Emilio Fede, la notte di Capodanno del 1998 azzeccò dieci banchi consecutivi a Chemin de Fer e vinse un miliardo di lire al casinò di Montecarlo...

ecco, tutto ciò mi mette parecchio in imbarazzo...
non sono esempi che devono essere messi davanti alla gente, in un periodo così difficile, duro come quello che stiamo vivendo.
milioni di disoccupati, decine di migliaia di famiglie con l'acqua alla gola, cassa-integrati, pensionati sulla soglia della povertà...
nonostante tutto però il gioco è tanto, tantissimo diffuso.
anche tra chi ha poco e nulla, anzi, soprattutto.
perchè il sogno di una vittoria facile, di una vita di rendita, è una chimera troppo bella da cancellare dai pensieri e corrode come un tarlo mortale anche la mente più solida ed acculturata.
dobbiamo dirlo, anche il vizio del gioco, è uguale per tutti
ecco, io dico basta anche a questo.
in che senso dico basta?
so che non sarà possibile al momento cambiare e convincere le persone, i comuni mortali...
so che non è possibile al momento nemmeno annullare o abbolire tale scempio.
però limitarne la diffusione tramite pubblicità o tramite "sparate pubbliche" si.
come accadde per le sigarette.
tutti le fumano, tutti le comprano, ma almeno adesso non vediamo più le pubblicità in tv e sui pacchetti c'è scritto che fanno male.
certo anche sui tagliandi di gioco c'è scritto che bisogna farlo con moderazione, per carità, ma intanto tutti i giorni a tutte le ore del palinsesto tv,  sui giornali, in rete, abbiamo davanti sempre questo richiamo al suicidio.
è vero, è un suicidio, non c'è altro modo per chiamarlo...
è come se ci dicessero "buttati sotto il treno, se sopravivi, forse, sarai felice per sempre..."
ci son tanti motivi per dire no a tutto questo.
i soldi aiutano ma non ti rendono felice.
i soldi non ti cambiano in una persona migliore, nè agli occhi di te stesso nè a quelli degli altri.
un infelice resta infelice, passato il momento di euforia della vincita.
siamo un popolo di poveri ormai, però giochiamo al superenalotto.

lo stato continuerà a rimpinguare le casse con i nostri soldi buttati al gioco, lo so...
ma non voglio che questa possibilità sia diffusa come la più gioiosa delle soluzioni, alla luce del sole, in faccia alla miseria e alle difficoltà della vita.
Vostro Onore, se noi non sappiamo salvarci, allora io invoco l'infermità mentale, e chiedo allo stato e al monopolio lo stop alle pubblicità sul gioco d'azzardo per circonvenzione di incapace!!

Bruno

martedì 29 marzo 2011

equivoci e rotture varie


Quando una persona con un problema si espone, capita di tutto.
Capita che la solidarietà sgorghi come una sorgente di acqua purissima, ma capita anche che qualcuno capisca male e nascano dispute e discussioni totalmente inutili, basate sul nulla.
A me, finora, da quando ho iniziato i miei appelli su internet è capitato due volte.
La prima volta, ho solo avuto la sfortuna di conoscere una persona con vedute lontane dalle mie.
La cosa si è trascinata stancamente per un paio di mesi, ma poi è caduta nel vuoto.

La seconda è quella che mi ha lasciato più amaro in bocca.
Perchè?
semplice..., perchè son stato accusato di essere un lestofante che si spaccia per povero e che vive alle spalle degli altri.
Addirittura mi è stato persino rinfacciato di essermi avvicinato alla politica con scopi poco nobili.
Sfatiamo allora questo falso mito.
E' un mio diritto...
E' bene stoppare subito certe dicerie, perchè sono assolutamente a posto con la mia coscienza.

Innanzitutto, per motivi di privacy, non pubblico le mie generalità sul blog o su Facebbok o le dò a chicchessia, per un paio di semplici motivi:
la privacy di mia figlia, principalmente...
non mi va che una bambina di 8 anni venga molestata o riconosciuta solo perchè "figlia" del Superdisoccupato.
Stessa cosa dicasi per la mia famiglia.
E' già una situazione umiliante ed imbarazzante per me, in un certo senso, figuriamoci per chi mi conosce.

Secondo motivo, già detto e ridetto, io non dovrei stare qui dove sto.
Questa è una casa "in prestito", e farlo sapere a tutti sarebbe un problema ancor più grosso per chi me l'ha "prestata", e non è giusto.
In genere non è mia abitudine ricambiare un favore con un guaio.

In ogni caso, le mie generalità (complete) sono "il segreto di pulcinella"...
Basta fare due più due mettendo insieme tante informazioni...
Preciso anche un altro dettaglio.
Esistono su Facebook, circa 7 persone che mi conoscono di persona, mi salutano per strada, al supermarket, e appena sarà in linea il filmato del mio discorso tenuto il 26 Marzo ad Arcore in occasione della convention "Prossima Fermata Italia", la mia faccia non sarà di certo sconosciuta (il filmato non lo metterò io ma gli addetti dello staff video della manifestazione).
come ho già detto in passato, la "maschera" del Superdisoccupato" è anche un piccolo simbolo.
se la metto su certe foto non lo faccio solo per evitare che mi si riconosca facilmente, ma anche per dare una parvenza di "Marchio di Fabbrica"...
Adoro Zorro, da una vita, ok?
Chiunque di voi dica cose come quelle che dico io ha il diritto di diventare Superdisoccupato e fregiarsi della maschera rossa.

Inoltre, a chiunque, armato di buone intenzioni (e non parlo di donazioni, ma solo semplice amicizia, dialogo, confronto ) ho fornito SEMPRE tutti i miei dati.
Certo, se son sopravvissuto in questi mesi, l'ho dovuto in grossa parte a chi mi ha donato qualcosa, ma non dimentichiamoci che parecchie persone mi hanno anche offerto piccoli lavoretti.
In genere, se posso, preferisco QUESTA forma di aiuto.
Non credo che sia un delitto.
Ho tinteggiato le pareti della camera di un paio di amici conosciuti in rete, ho creato biglietti da visita, disegni per magliette, portato la spesa a casa, trasportato mobilia pesante...
Non trovo un lavoro fisso quindi, non perchè non lo stia cercando, ma perchè ho 37 anni, quindi considerato "vecchio" dalle aziende, e principalmente perchè non ho un mezzo di trasporto, e chi assume, il 99% delle volte richiede lo status di "automunito", specie se per andare in fabbrica occore fare (anche) turni notturni senza dover dipendere dagli inefficienti (spesso) mezzi pubblici...
non ho 2 auto io, quindi, anzi a malapena adesso solo una bicicletta.
In tutto ciò, nessuno a cui piace parlare a sproposito dimentichi che io CONTINUO A MANDARE CURRICULA, vado a rompere spesso e volentieri le scatole alle agenzie interinali, vado allo sportello del lavoro e quant'altro.
Non sono andato in TV solo perchè la mia storia è poco condita di sofferenza, nel senso che se avessi detto "mia figlia muore di fame" sicuramente sarebbe stata accolta come una bellissima occasione per specularvi sopra, in ogni programma televisivo attualmente in onda.
Non sono andato in TV, contrariamente a chi mi critica, che già lo ha fatto, prestando la propria immagine (e della famiglia intera) al populismo e alla superficialità di un sistema che "finge" di ribellarsi (o spingere all'indignazione) ma invece è sempre più servo del potere ogni giorno che passa.
Tra l'altro, qualcuno non sa che io ho specificatamente chiesto, tutte le volte che mi hanno offerto un'apparizione TV, di poter avere con me in studio altri disoccupati, oppure di leggere in diretta i loro messaggi.

Non è altruismo, è giusto che sia così e basta.
Non sono l'unico, e lo so bene.
Mi sto impegnando socialmente.
Ecco perchè mi sono avvicinato alla politica.
Perchè attraverso la politica, posso urlare meglio alle orecchie dei politici il disagio di più di una generazione, e non solo il mio.
Non sono andato dal politico di turno o alla sezione del Partito di paese per riavere l'allacciatura del gas dopo essermi distrutto la vita in finanziamenti (mai fatti, tranne il mutuo), lì sono andato "prima" di ridurmi alla fame, oppure soltanto DOPO aver risolto il problema, seppur momentaneamente,  confidando di avere la mente più lucida per proporre reali soluzioni ed aprire un dialogo costruttivo.

Non ho mai gridato "al lupo al lupo"...e poi uscito a divertirmi...

Io credo nel cambiamento, credo nell'azione, credo nella solidarietà, ma non credo nell'ignoranza, nel qualunquismo, nella rassegnazione, nella voglia di apparire a tutti i costi, nè alla caparbia, inetta, imperterrita voglia di criticare sempre, comunque e gratis e di far polemica lì dove non ce n'è motivo, tipica di un' Italietta che va assolutamente eliminata.

Chi mi ha giudicato, senza vedermi mai una volta in faccia, dandomi dell'impostore, è solo gente troppo amareggiata e frustrata da sè stessa per poter comprendere che oltre il proprio naso c'è altro.
Poveri i figli che crescerete, non saranno migliori di voi se continuate così, e tutto continuerà ad andare a rotoli.
Solo con il confronto e la voglia di lottare assieme si può cambiare qualcosa REALMENTE.
Lo dimostrerò con i fatti, non andando a Le Iene...

Bruno

piccole grandi conquiste...

alle volte le giornate possono essere riempite da piccole gioie, alle quali normalmente nessuno prasterebbe attenzione, ma in determinate condizioni ti fanno sentire una persona normale, dopo tanto tempo passato nella privazione e nella rinuncia.
ecco, questo è il Mocio che ho comprato qualche settimana fa...



invece questo è l'accendigas nuovo di zecca...sarà strano ma non ne avevo uno, le mie dita erano continuamente vittime di scottature di ogni tipo perchè accendevo i fuochi con un piccolissimo accendino...



per gli insettini e le formiche, che in realtà mi stanno anche simpatici, ma che se poi invadono la cucina e gli angoli della casa diventa un problemaccio, ecco il disinfestante...qualche mese fa non me lo sarei potuto permettere.


una cosa superutilissima, visto che faccio tutto da solo, la confezione maxi di detersivo per piatti.
il piacere più grande è sentire le stoviglie profumate e pulite come mai prima.



certo, tutto questo però non l'ho comprato con soldi guadagnati come accadrebbe a chiunque...ahimè è frutto  di donazioni (spontanee, ci tengo a sottolinearlo), o dei pochi, piccoli lavoretti svolti per amici conosciuti in rete.

perchè mostrare queste foto?
perchè son contento di quei pochi, preziosissimi sprazi di normalità...

sabato 26 marzo 2011

Prossima fermata: e chi lo sa?


cronaca di oggi.
dopo un paio di scambi di mail faccio conoscenza con Giuseppe "rottamatore" Civati.

L'unico politico che finora ha risposto alle mie mail.
laconico, pratico, cortese.
alla mia accorata richiesta di un confronto lui risponde quasi immediatamente con un invito a partecipare alla "Prossima Fermata Italia" in quel di Arcore.
5 minuti tutti miei per parlare ad una platea.
un'occasione significativa per un signor Nessuno come me.
Se qualcuno pensa che voglia buttarmi in politica si sbaglia di grosso.
Bruno ha le sue idee, ha i suoi sogni, e se per caso coincidono con una concezione più "socialista" della vita non è però una conseguenza logica il fatto che debba mettersi in gioco con il potere e le poltrone.
Sbaglia anche chi pensa che Bruno abbia la soluzione sbrigativa a tutti i problemi.
a quel proposito consiglio di continuare col Superenalotto...

Se Bruno è diventato una sorta di simbolo è solo perchè, per assurdo, lui che porta una maschera ha messo la faccia, mentre gli altri no.

la Convention di Arcore procede abbastanza bene, secondo un format già provato a Firenze...
Tanti interventi di liberi cittadini ed esponenti più o meno noti della cultura e dell'imprenditoria locale.
a volte soporiferi, a volte scontati, altre infervorati o fantasiosi.
ognuno dice la sua alla propria maniera.
talvolta strappando un applauso, talvolta un sorriso...

arriva il momento del Superdisoccupato.
dice la sua, con il suo stile.
l'emozione prende il sopravvento...

Bruno si incarta un paio di volte dicendo gatto anzicchè cane, che si morde la coda...
dimentica il discorso provato la sera prima, improvvisando un sunto di quanto pensato da una settimana per l'occasione.
i 5 minuti passano rapidissimi, come un batter di ciglia.
il 90% di quel che voleva dire rimane strozzato in gola, affogato nel cuore...
ma va bene così...
alla fine il Superdisoccupato pone una domanda alla Politica poi chiede lavoro, provocando la risata generale.
sembra una vittoria, ma invece è una sconfitta sonora.
già, perchè chiedere lavoro in una pubblica assemblea sembra una frase da "dolcetto o scherzetto"...
l'unico che non ride è Civati.
lui con lo sguardo fisso su Bruno ascolta, anticipa mentalmente le argomentazioni, è consapevole di ciò che succede attorno.
glielo leggo negli occhi...
la mia non è un'apologia al giovane politico rottamatore, è solo la scoperta di un alleato, un uomo che capisce e risponde prima ancora che gli si ponga una domanda.
domani, spero, sarà meglio di oggi...

venerdì 18 marzo 2011

Ok corral infinito...



Legge d'attrazione, legge di Murphy, legge di gravità, legge di Dio, legge degli uomini...
...qualunque sia il dettame di questo universo la mia vita non cambia...
se mai ho peccato in vita mia l'ho fatto davvero quando ho pensato che tutto ciò potesse davvero cambiare le cose...

Non è che ci siano variazioni significative...
Ogni giorno utile lo uso senza risparmiarmi...
Allo stesso modo di prima.
6:30 del mattino, qualche volta le 7...
Mi alzo dal letto, bevo un caffè, consulto cartine e mappe in rete, telefono, prendo appuntamenti, esco...
Se ho soldi compro il giornale degli annunci, ma tanto son sempre gli stessi...
Stesse agenzie, stessi specchietti per le allodole...
Mimetizzato tra studenti pendolari, gruppetti di peruviani e nordafricani infreddoliti la mattina prendo l'autobus, a volte per andare a Milano, altre a Monza...

La partenza è sempre sull'allegro andante, speranzosa, energetica...
qualche volta nel riflesso del finestrino dell'autobus intravedo la mia espressione quasi gioiosa, come se vedessi un fantasma benevolo...
Sensazione che dura sempre troppo poco...
Mi basta arrivare alla prima agenzia e sentirmi dire "no, non abbiamo nulla al momento, ci faremo sentire noi..." e tutto crolla come un castello di carte.

Frasi che sento sette, dieci, venti volte nell'arco di mezza giornata, intervallate dal rumore delle mie scarpe sul marciapiede, dalle auto che passano veloci per strada...
dove andranno mai poi tutte quelle auto?
possibile che io sia l'unico in strada a non aver un posto verso cui sfrecciare veloce?
perchè solo il mio mondo deve essere così terribilmente lento?...
Qualcuno, alle mie spalle parla d'affari al cellulare..
Un uomo in giacca e cravatta, sulla cinquantina, borsa a tracolla, evidentemente avrà un portatile lì dentro...

Due amiche conversano sulla serata del sabato precedente al locale "tal dei tali"...
Un ragazzo marocchino seduto per terra vende la propria mercanzia, occhiali, berretti di lana, cinte e accendini...
incontro il suo sguardo...
lo saluto portandomi la mano al petto, all'altezza del cuore, e lui mi risponde con un mezzo sorriso compiendo lo stesso gesto...
Salam aleik...


Passo davanti ad una scuola...
I ragazzi escono, tra schiamazzi e tentati abbordaggi alle figliole di turno...
Alcuni fuggono a bordo di scooterini multicolori, altri si rintanano nell'auto in seconda fila della mamma o del papà che li aspetta col motore acceso, come rapinatori all'ingresso di una banca...
Qualcun'altro si infila correndo nella panineria a fianco, occupando velocemente un tavolo e trascinando rumorosamente un paio di sedie per far posto agli altri che sopraggiungono ridendo e parlando del prof di matematica...
Non sanno cosa li aspetta dopo questi anni spensierati.
Una volta ero come loro...
Quanto sono cambiato, quanto è cambiato tutto...alle volte fatico a rendermene conto.

Non c'è un metodo per accelerare il battito del cuore e riportarlo a quando avevo sei anni e le giornate mi sembravano lunghe il triplo?
Sta scappando tutto via così velocemente che non riesco a sfruttare il tempo come vorrei...

La giornata giunge al pranzo.
per gli altri forse...
Io decido di saltarlo a piè pari per non spendere soldi...
Termino il tour verso le 15, risalgo sull'autobus e in 40 minuti son di nuovo davanti la porta di casa, esattamente, tragicamente, identico a come me ne ero andato...
solo molto più intristito, abbrutito e scontroso...

Alle volte decido per disperazione di continuare fino alle 17, le 18, a seconda dell'orario di chiusura di alcune agenzie.
Rientrato in casa mi butto sotto la doccia, come se servisse a lavar via tutto il brutto che c'è per strada e in generale nella mia vita .
C'è di che star freschi...
Non serve nulla...
La frustrazione ti resta incollata anche se strappi la pelle e la cambi con quella di un altro.
Certi fallimenti vanno dritti al cuore, e ti segnano pian piano, modificando le tue reazioni, il tuo carattere, facendoti dire e fare cose che qualche mese prima non avresti mai detto o fatto...
Rendersene conto può essere un bene, ma a che serve?
Non cambi tu ma non cambia nemmeno il mondo...
Allora è meglio modificarsi e cercare di diventare come il mondo ti vuole?.
E' bene tutto ciò?
cosa è più giusto?

La sera arriva presto e i pensieri non ti mollano.
Fai due chiacchere con qualche amico in rete, commenti qualche post, leggi fino a notte tarda annunci, mandi curricula...

Parlo con mia figlia...
Risate, domande, cosa hai mangiato, com'è andata a scuola...
poi il rito giocoso che ormai da anni ci trasciniamo..lei che mi chiede "l'indovinello" sui supereroi, e io vorrei invece darle altro piuttosto che una telefonata...

Poi, come un colpo di grazia misericordioso il sonno mi avvolge, bisbigliando sogni e idee all'orecchio...
basta, tolgo la spina...
a domani.

martedì 15 marzo 2011

UN APPLAUSO DI INCORAGGIAMENTO...


...ma è così complicato poter avere l'attenzione di un politico?
Faccia a faccia?
Niente?
Non sentite?
Ma perchè Costoro non hanno mai l'abitudine a parlare con la gente comune per DAVVERO?
Perchè hanno la tendenza a fare bagni di folla solo e soltanto in periodo elettorale?
Perchè poi si lamentano di perdere consensi e alle urne piangono lacrime amare?
Non voglio risposte...
Vorrei che si ponessero queste domande, una volta tanto...
Io le risposte le so...
Accettate un aiuto del pubblico?

lunedì 14 marzo 2011

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 ecco il testo:

"io sono dalla parte di Bruno e dei Superdisoccupati
non arretriamo, non molliamo, siamo uniti!!!"

se volete aggiungere altro fatelo liberamente....

cosa si dovrebbe fare?



non si dovrebbe stare zitti.
non si dovrebbe guardare le proprie tasche o aggiustare una cravatta costosa.
non si dovrebbe girare la testa, o tendere l'orecchio solo quando qualcuno vuole attaccarti.

io non sono un politico, io non sono un simbolo, non sono l'icona di nessuno.
io sono un uomo qualunque, sono debole, sono fragile, piango e rido come tutti.

le mie spalle sono larghe, ma bastano a malapena per sorreggere il peso dei miei errori, senza che sobbarchi anche quelli vostri.

i miei piedi già son sprofondati nel fango e nel sudore, come faccio a rialzarmi se ho addosso anche il vostro da fare?

se fossi un uomo importante, se fossi un politico, mi leverei la giacca e la cravatta, e butterei la tessera di partito.
mi chiuderei in una stanza, perchè non posso stringere tutte le mani che tendono a me anelanti pane e speranza.
mi metterei davanti un telefono, un computer e parlerei, risponderei a tutti.
in mezza giornata si può parlare a più di mille persone.
lo so, l'ho fatto.
Non ne avevo il diritto.
Non era mio dovere, eppure l'ho fatto.
l'ho fatto al posto vostro, mi dovete tante lacrime di tristezza.
mi dovete ore di smarrimento, di imbarazzo, di pietà, di comprensione, che ho usato togliendole a me stesso.
mi dovete tutta la rabbia che ho provato, e un cuore nuovo, perchè il mio è a pezzi.
mi dovete un grosso spazio di memoria, perchè io ricordo tutti i loro nomi...
nomi che voi non avete mai nemmeno voluto sentire.
chiedetemeli, e li reciterò a memoria come fosse l'Ave Maria.
Alessandra, Viviana, Marco, Giuseppe, Sauro, Antonietta...e potrei continuare per altre 20 righe solo elencandoli, e potrei anche raccontarvi la storia di ognuno di essi.
dove avete lasciato il cuore?
quando avete perso la passione?
in quale cabina elettorale avete venduto il vostro fuoco?

è qui, tra le nostre dita, ci stiamo bruciando da un pezzo...
eccolo, riprendetevelo e fateci vivere, fieri di essere italiani.

Bruno

Dalla parte di Bruno e dei Superdisoccupati: lettera aperta


Salve a tutti

Molti di voi sanno già chi sono.
Alcuni mi conoscono solo tramite un add su facebook, altri grazie a numerose piacevoli conversazioni telefoniche, altri ancora di persona.
Questa mail è indirizzata soprattutto a chi non sa nulla di me e dei "Superdisoccupati", o ancor di più a chi, sapendo, fa finta di nulla.
Per alcuni sarà solo un piacevole, spero, sicuramente interessante, punto della situazione, per altri un rigoroso rimprovero con annesso spunto di riflessione.

Per chi non avesse idea faccio una sorta di sunto.

Mi chiamo Bruno, ho 37 anni, vivo a Concorezzo, in provincia di Monza e Brianza, sono disoccupato.
Bruno è il mio secondo nome di battesimo, ma all'anagrafe risulta solo Claudio I.

Chiamatemi Bruno, come direbbe Melville, questa di cui leggerete a seguito è la mia personale balena bianca.

Sono disoccupato da ormai 3 anni.
A causa di un tragico mix di crisi e demeriti personali, mi sono ritrovato lentamente, inesorabilmente nella condizione di perdere tutto ciò che avevo faticosamente conquistato in precedenza.
Famiglia, casa, auto, vestiti...soldi...tutto, insomma.
ho una figlia di 8 anni che ho dovuto allontanare presso la famiglia d'origine della mia ex-moglie (anche lei disoccupata, povera e pazza) per non trascinare anche lei nel vortice del mio fallimento.
Grazie all'intervento di un'amica son riuscito a trasferirmi qui, a Concorezzo, nella speranza che, stando più vicino alla grande Metropoli, Milano, avrei potuto trovare più facilmente lavoro e ricominciare pian piano una lenta risalita verso la felicità.

Così non è stato.

Da mesi, pur essendo iscritto a decine e decine di agenzie interinali, cercando qualsiasi tipo di lavoro e spedendo quotidianamente curricula sia via internet che per posta a varie aziende, rispondendo a centinaia di annunci di lavoro letti in ogni dove, la situazione non è cambiata, e io, che di natura sono abbastanza creativo e mai domo, ho preso l'iniziativa di cominciare a gridare il mio disagio in rete, come alternativa alla classica ricerca.
Dapprima, timidamente con un blog sulla piattaforma Splinder, poi con un profilo Facebook, in entrambi sotto l'alter ego di "Bruno, il Superdisoccupato".

Tutti alcune volte ci rendiamo indifferenti a certe situazioni, chi più, chi meno, per cui, inevitabilmente direi, il mio appello all'inizio sembrava destinato a cadere nel vuoto.
La povertà spesso è vista come una malattia contagiosa e temiamo sempre che qualcuno voglia levarci dalla tasca quel che abbiamo faticosamente guadagnato.

Nei miei appelli, comunque ho sempre, fin da subito chiarito che non cercavo soldi, ma opportunità di lavoro, e alle donazioni, preferivo contraccambiare con prestazioni di lavoro, anche piccole e temporanee...

Dal mese di ottobre al mese di dicembre gli unici risultati erano stati un trio di contatti di privati onesti cittadini e un articolo sul Giornale di Vimercate e sulla testata online Paneacqua.

La Caritas, inoltre, si era resa disposta a fornirmi l'appoggio dovuto alla mia situazione di reale fame, concedendomi un buono da 25 euro per comprare da mangiare (ogni 21 giorni) e la possibilità di piccoli rifornimenti presso lo sportello "5 pani e due pesci" dedicato ai meno abbienti del paese (ogni 14 giorni).

In questa situazione, son riuscito a barcamenarmi fino a poco più di due settimane fa.

Cosa è successo dopo?
Semplice, che la Caritas, nell'ottica di una spesa  più oculata, ha apportanto dei tagli, decidendo  unilateralmente e senza preavviso alcuno di revocarmi il buono da 25 euro.
Contemporaneamente mi hanno rubato la bicicletta, unico mezzo che ero riuscito a comprare, di seconda ( forse anche terza e quarta) mano verso Natale, grazie alla donazione di un amico conosciuto sempre su facebook.
Nel frattempo, perdevo anche la possibilità di continuare a tenere la linea telefonica, causa bolletta non pagata (le altre, gas, luce, mi erano state pagate gentilmente appunto dagli altri miei amici su Facebook).

A quel punto la mia frustrazione raggiunge il limite di sopportazione, così inizio a bombardare di mail, coadiuvato dai miei pochi contatti in rete, redazioni di giornali, tv, e enti pubblici.

Risultato?

Massimo Razzi, da La Repubblica mi contatta intenzionato a conoscermi e a preparare un articolo sulla mia situazione.
Articolo che esce quasi a 24 ore dalla telefonata, dimostrando un tempismo ed una sensibilità davvero esemplari.
Si scatena il finimondo.

Vengo contattato, nell'arco di tempo di una settimana, da quasi 1000 ( leggasi mille) utenti di facebook, ricevendo fino a 300-400 messaggi al giorno da persone di ogni estrazione sociale, livello culturale ed economico.
Non solo.
Vengo contattato sia via mail che poi telefonicamente dalle redazioni di Annozero (rai2), Mattino 5 (Canale 5), La Vita in Diretta ( rai1), più varie e disparate testate giornalistiche online, che chiedono se sono disposto a comparsate televisive e interviste.

Ricevo persino una richiesta di candidatura da parte di un noto politico lombardo ( di cui non faccio il nome) per il PD.

Proposte di lavoro reali poche, da contare sulle dita di una mano. Spesso irrealizzabili per vari motivi...
Donazioni spontanee, diverse...generosissime, commoventi, ma di certo non sufficienti a sconfiggere, se non momentaneamente, il mio disagio, a lunga scadenza.

La cosa più sconvolgente però diventa per me leggere i messaggi, talvolta disperati, talvolta rassegnati, di centinaia di altri disoccupati come me.
Laureati, Dilpomati, precari, senza arte nè parte, che mi chiedono consigli, visibilità, possibilità di gridare rabbia e frustrazione.

In molti mi innalzano addirittura a simbolo di una nuova lotta aperta al sistema, ruolo che non ho chiesto e del quale non sono in grado di vestire i panni.
Tuttavia, anche se non pienamente convinto, mi muovo ugualmente, spinto soprattutto da un senso di cameratismo e di solidarietà per chi condivide con me le statistiche sulla miseria del nostro pseudo-ricco paese.

Allorchè decido, di cambiare il mio appello.
Modifico il nome del mio blog al plurale, in "Bruno e i Superdisoccupati", dichiarando esplicitamente un rinnovato impegno non soltanto per me stesso, ma anche a nome di quanti nel silenzio, vivono una realtà triste di fallimento, di disperazione e rassegnazione.

Storie strazianti, a volte aggravate da malattie incurabili e depressioni da suicidio dinanzi alle quali non riesco a restare indifferente, oppure di delusione e fiducia tradita nei confronti di una classe dirigente troppo presa dal proprio tornaconto per guardare realmente in basso, a chi l'ha eletta.
Sfiducia bipartizan...sia chiaro.

A quel punto, inizio a proporre (leggasi proporre, non promuovere-chi è portato all'uso corretto della lingua italiana comprenderà la differenza) varie iniziative, anche fuori dall'ambito internet, dal volantinaggio selvaggio al boicottaggio delle agenzie interinali, raccogliendo spesso e volentieri pareri favorevoli soprattutto da parte di altri fratelli diseredati, con lo scopo di sensibilizzare al problema dei disoccupati (leggasi disoccupati, e non disoccupazione-quello non spetta a me) l'opinione pubblica partendo dal basso.

In me presto si fa largo la sensazione che la solidarietà è invece un sentimento molto presente tra la gente comune, che spesso si offre con aiuti concreti (mai richiesti da parte mia, tengo a sottolinearlo nuovamente), e io stesso, spesso, inizio a far slittare questi aiuti verso altri disoccupati, proprio cercando di espandere questo movimento di concreta complicità ed impegno civile.
nel blog e nel profilo Facebook condivido con tutti quanti i links relativi ad annunci di lavoro presenti in rete, invitando tutti a fare lo stesso.

Però resto deluso.
In una settimana, o poco più, l'attenzione si affievolisce, gli appuntamenti tv saltano causa "scalettatura" ed eventi disastrosi che si susseguono, tra assassinii di povere ragazze innocenti, rivolte in Africa e terremoti in oriente.
Si ricomincia a dimenticare a favore di un dolore più lontano e sensazionalistico da esporre al grande pubblico.
La macchina dell'indifferenza si rimette in moto, inesorabile.

La cosa per cui mi indigno di più però è una sola.
Perchè nessun ente pubblico, nessun ministero, nessun rappresentante del governo o di opposizione parla con me?
Perchè tanto silenzio da parte delle autorità?
Che non sappiano fare o non vogliano fare, il proprio dovere?
Perchè non subentrare attivamente alla solidarietà popolare con iniziative reali per risolvere il problema, o almeno, quantomeno, accogliere l'appello con un limpido e chiaro "l'abbiamo sentita, sign. Bruno!!! cosa possimo fare? cosa ci suggerisce?"?

Ecco quindi che oggi sono qui, ancora una volta a scrivere a tutti Voi.
Per me la situazione non è mai cambiata.
Per tanti come me, a migliaia, la situazione non è mai cambiata.

Cosa intendete fare?
Ma sì, giochiate agli indiani e anche a rimpiattino...
Peccato che per molti di noi il tempo dei giochi sia finito da un pezzo.
Ci rivediamo alle elezioni.

noi non arretriamo, noi non molliamo, noi ci siamo.

grazie per l'attenzione

Bruno, il Superdisoccupato.

http://brunosuperdisoccupato.blogspot.com/

la svolta inaspettata



Nell'ultima settimana è successa qualcosa che ha stravolto la situazione...
No, non ho ancora trovato lavoro...
Ho solo trovato delle motivazioni in più, per fare qualcosa di più, non solo per me stesso...

Alle volte capita, specialmente quando si ha poco o nulla, di essere troppo concentrati su se stessi, sulle proprie disgrazie...
E' comprensibile, è umano, chi non lo farebbe...
Eppure probabilmente quello è il momento più adatto per allargare il cerchio.

Cosa è successo nello specifico?
L'iniziativa "una mail per Bruno" ha avuto degli effetti alquanto bizzarri...
Si, i miei amici di facebook hanno inviato le mail come avevo chiesto, e le risposte sono arrivate...
Ma non come previsto...
Meglio.
La Repubblica, noto quotidiano nazionale, ha risposto all'appello.
Prontamente, senza riserve.
Nella persona di Massimo Razzi, che di certo non ha bisogno di pubblicità, ho potuto trovare un'ottimo referente per poter raccontare e divulgare la mia storia, esporre il mio disagio e migliorare qualitativamente la  ricerca di una soluzione.

E' successo di più.
Dopo la pubblicazione dell'articolo sul sito de La Repubblica, si è scatenato il finimondo.
La mia pagina Facebook, nel giro di 24 ore contava circa 350 richieste di amicizia, 200 e più messaggi e altrettanti post in bacheca.

Dopo 48 ore le cifre erano più che raddoppiate.
Al momento conto 965 amicizie...

Certo, i messaggi per i quali ero più ansioso erano quelli con proposte di lavoro, ma col passare dei minuti mi sono reso conto che c'era di più.
Circa il 70% delle parole di conforto e solidarietà provenivano da altri disoccupati...
gente proprio come me, in situazioni se non analoghe, decisamente peggiori...

Ecco da qui la decisione di cambiare il nome del blog al plurale...
Bruno e i Superdisoccupati

Sconcertato, indignato, arrabiato, frustrato, rassegnato, un popolo intero di persone che nella vita stanno soltanto sbattendo la faccia...
Alcuni persino con reali, gravi problemi di salute.
Gravi, con "G" maiuscola...quelli dai quali ti salvi a malapena solo se hai soldi e fiducia nella vita...
...di certo non se sei disoccupato, in balia delle "MUTUE", stanco ed avvilito per le porte chiuse.

Non voglio fare il Savonarola o il vendicatore mascherato degli oppressi e degli sconfitti.
No.
Voglio solo dare una mano proprio nel momento in cui IO ho bisogno di una mano.

Vorrei poter dire e far dire alla nostra classe dirigente quanto sia stato deleterio il lavoro da loro svolto finora e quanto danno abbia portato a chi si affacciava alla vita con la speranza e l'entusiasmo di chi vuole vivere davvero, anche per poter cambiare il mondo.

Siamo stati cambiati a nostra volta...
in maniera disastrosa.

In tutto ciò non c'è nessun impegno di parte.
Nessuna faziosità politica, e nessun tentativo di scalata o di arrivismo.
E' solo voglia di risollevarsi.

Non ci meritiamo di sopravvivere e basta.
Non ci meritiamo di morire nel silenzio.
Non ci meritiamo di affogare nell'indifferenza.
Non ci meritiamo un numero nelle statistiche che prenda il posto del nostro nome.
Non ci meritiamo le spallucce dei politici, degli economisti e dei manager d'assalto.

Siamo tutti superdisoccupati.
Dateci ascolto.
Mettiamoci la faccia.
Forse a qualcuno piace scommettere sulle nostre vite, ma da questo gioco terribile e cinico ne usciranno sconfitti.
Che siano pronti a scommetere le loro calde, comode, sedie.

Perchè in fondo, cerchiamo di capirlo, se una generazione, due generazioni escono sconfitte e distrutte dalla mancanza di opportunità, siamo sconfitti tutti.
Nessuno escluso.

Bruno

la nostra voce!

non sono mai stanco, non mi arrendo, porterò avanti questa protesta ad oltranza!
non siete stanchi, non vi arrenderete, porterete avanti questa protesta ad oltranza!!

questi sono dei bannerini che ho creato.
potete farne degli adesivi, o piccoli volantini...
stampateli, fotocopiateli, fatene ciò che volete...
diffondeteli!



è arrivato il momento di farci conoscere.
nell'ultimo banner aggiungete il vostro nome.
lasciateli ovunque, sugli autobus, nelle metro, negli uffici pubblici, nei negozi, sui pali della luce...
ovunque reputiate utile per far sentire la vostra protesta!!
l'italia dei potenti vi vuole anonimi e sconfitti, ma se uscirete allo scoperto, la gente comune non potrà far altro che capire e stringersi attorno a voi!
con me è successo!
non deprimetevi, combattete!!
si può fare!!

per averli ad alta risoluzione contattatemi!!
con i banner potete anche fare degli adesivi!
restiamo uniti!!

domenica 13 marzo 2011

mi ri-presento


Un caloroso bentornato a tutti!
Come potete vedere ho deciso di cambiare un po' le cose.
Splinder per il momento ha problemi, ma non posso farmi fermare, perchè ho tante cose da scrivere...

Forse in tutto questo trambusto ha giocato tantissimo la voglia di ricominciare che per adesso mi coglie un giorno si e un giorno si, oppure semplicemente un desiderio di cambiamento per colorare le giornate, spesso grigie e tese solo alla ricerca del lavoro.

Non saprei, comunque, rieccomi qui, con una veste nuova.

Ricominciamo da zero:
Chi sono? 
Il mio nome è Bruno, sono un disoccupato di 37 anni, di origine meridionale, ma trapiantato ormai da anni al Nord Italia, alla continua ricerca di un lavoro che in passato avevo trovato, ma che poi, a causa di molteplici problemi, sia personali che dovuti alla "crisi" economica recente, ho perso. 
Nonostante il mio quotidiano impegno, la mia forza di volontà, sono attualmente senza lavoro, ormai da quasi 3 anni.
Le conseguenze di questo stato di cose sono state drammatiche:
Ho perso la casa, l'auto, la famiglia, vestiti, tutto ciò che possedevo insomma, e non ho più soldi in tasca da parecchio tempo.
Per mangiare venivo aiutato, fino a circa un mese fa, seppur in maniera abbastanza "blanda" dalla Caritas del paese dove vivo.
25 euro di buono spesa ogni 3 settimane, e la possibilità di rifornirmi di beni di prima necessità ogni 2. 
di recente me lo hanno revocato poichè non residente...
Sono attualmente iscritto a moltissime agenzie di lavoro interinale di Milano, tutte quelle di Monza, e paesi dell'interland compresi. 
Grazie a Facebook ho conosciuto alcune persone che si sono adoperate per darmi una mano.
Chi diffondendo il mio messaggio di aiuto, chi dandomi consigli utilissimi al fine della ricerca, chi mi ha mandato scarpe nuove o vestiti, chi ancora ha messo mano al portafoglio, pagandomi qualche bolletta, o donandomi soldi per continuare a muovermi con i mezzi pubblici e vivere.
A loro dico grazie, ancora una volta. 
Sia chiaro...ogni volta che qualcuno si muove in tal senso, io offro tutte le garanzie di veridicità della mia situazione, fornendo i miei dati personali, documenti completi e quant'altro serva a dimostrare la mia buona fede in questa faccenda che ahimè è molto frustrante e umiliante.
In ogni caso non ho mai chiesto elemosina.
Chi ha donato, lo ha fatto per sensibilità personale, di spontanea volontà.

quanto a me, ho accettato, cercando sempre di ricambiare la generosità, prestandomi ben volentieri per lavoretti di qualsiasi tipo, ove richiesto.

Come ogni persona di buon senso, quale io mi ritengo, non mi sono mai limitato a cercare lavoro e basta, ma ho portato avanti iniziative personali lavorative "collaterali", tipo promuovere e proporre corsi professionali, cercare alternative nel guadagno con la vendita online di prodotti e servizi di vario genere.
Purtroppo finora, nessuna di queste iniziative ha portato frutti "importanti", per sfortuna, spesso, ma anche per incapacità personale ( non tutti nascono imprenditori con il fiuto per gli affari ).
Non dispero.
Non ho diritto ad alcun contributo pensionistico per disoccupati, in quanto ex lavoratore di cooperativa, quindi non "ex dipendente" ma ex "socio-lavoratore", posizione alquanto scomoda in caso di perdita del lavoro.
Cosa so fare:
Sono un abilissimo conduttore di carrelli elevatori, so caricare e scaricare camion di merce di ogni tipo, ho una grandissima eperienza nella movimentazione merci nei magazzini, picking, fatturazione in entrata e uscita, gestione del personale sempre in ambito logistico.
Conosco bene l'inglese, arrugginito nel parlato, ma ancora ottimo nello scritto.
Assemblo e programmo computer da una vita, per cui sono pratico di informatica "di base" e risoluzione di problemi di quasi ogni tipo.
Sono un'appassionato di arte, cinema e fumetto.
So disegnare, dipingere, scolpire, scrivere, usando tecniche e linguaggi professionali in diversi campi espressivi, compresa la scenografia.
Uso molto bene programmi di grafica quali Photoshop, Corel Draw, e sto cercando di imparare Illustrator e Indesign
Sono appassionato di guida, ho la patente b dal '92, e una delle cose che amo di più (-amavo di più- quando avevo un mezzo) era viaggiare e macinare chilometri senza sosta.
Mi ritengo una persona equilibrata, passionale all'occorrenza, ma mai eccessiva ed estremamente garbata.
sono curioso, non di bellissima presenza, ma dotato di stile e modi impeccabili.
Appassionato di storia, ho fatto studi classici, più 3 anni di università, lettere e filosofia. 
Odio le crociate contro qualcosa o qualcuno, specie se supportate dall'ignoranza e dall'invidia ipocritamente celate.
Bruno

benvenuti nel nuovo blog!


Essere disoccupati oggi è più di un problema sociale...
E' essenzialmente una tragedia personale di chi vive questa condizione...

In parecchi casi, la situazione degenera assumendo contorni drammatici che fanno
assomigliare il problema ad una terribile malattia...
Il disoccupato non può fare la stessa vita delle persone comuni.
Il disoccupato non esce la sera per divertirsi, per andare al cinema o a mangiare una pizza, perchè non ha soldi.
Il disoccupato non sempre ha una famiglia o degli amici che lo aiutino e che lo sostengano.
Il disoccupato molto spesso le tenta davvero tutte e cerca di non arrendersi mai.
Il disoccupato spesso ha una laurea, anche due a volte, ma sarebbe disposto a lavorare anche con la mansione più degradante, anche se in giro si sente dire il contrario...


Non credere ai luoghi comuni.
Sono solo un velo per farti accettare ed approvare una verità che altrimenti sarebbe scomoda e ingiustificabile per tutti.

Il disoccupato non può costruirsi una famiglia, sognare, progettare e gioire al pensiero che il "domani" lo vedrà felice e soddisfatto di sè.


Il disoccupato è un numero in mezzo ai tanti, spesso racchiuso dentro le statistiche e gli articoli dei giornali...
Il disoccupato spesso viene mascherato con la parola "precario", ma la differenza è davvero sottile...
Il disoccupato è uno strumento dei proclami politici e dei programmi elettorali, utilizzato e sfruttato con estrema superficialità come fosse un pezzo di carta igienica usata...
Il disoccupato spesso non ha di che mangiare.
Non ha una casa, o se ha un tetto sotto cui ripararsi prima o poi lo perde...
Il disoccupato ha dei figli, talvolta, gli stessi figli che giocano, studiano, vivono quotidianamente fianco a fianco ai tuoi.
Il disoccupato ha mille, diecimila, centomila visi ed altrettanti nomi, probabilmente in questo momento ne hai accanto uno e non lo sai...
Il disoccupato è vittima dell'indifferenza...
Il disoccupato è italiano, straniero, uomo, donna, gay, giovane, anziano, cattolico, musulmano, di sinistra o di destra...

La disoccupazione è uguale per tutti.

Il disoccupato è vittima dei propri fallimenti, ma anche di quelli del sistema in cui anche tu vivi.
Non è colpa tua se il disoccupato si trova in questa condizione, lo so, ma non è una scusa, questa, per girare il tuo sguardo dall'altra parte.
Il disoccupato non ti chiede soldi...non vuole levarti nulla.
Il disoccupato chiede solidarietà, chiede consigli, chiede aiuto pratico.
Oggi allo stato attuale delle cose, tutti siamo potenziali disoccupati.

Tutti, nessuno escluso...nemmeno tu!

Nascondere questo dato di fatto è da irresponsabili e da stupidi.
Siamo un grande paese che fa parte di un mondo altrettanto meraviglioso.
E' il momento di dimostrarlo!!!

RESTIAMO UNITI!

Bruno, il SuperDisoccupato