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domenica 3 aprile 2011

la Super Maglietta del SuperDisoccupato


solo per persone davvero TREND!!!

giovedì 31 marzo 2011

L'Italia? ...un gran casin(ò)!!


in genere cerco di non entrare in merito a quanto dice e fa Silvio Berlusconi.
non sono un politico, non credo comunque che sia produttivo fare opposizione soltanto ponendo come argomentazioni le sue sparate populiste e i suoi comportamenti privati, legali o meno.
però ieri, vedendo i servizi tv riguardanti la sua visita a Lampedusa, tra le tante cose che mi hanno fatto gelare il sangue nelle vene c'è stata una frase pronunciata dal Presidente del Consiglio che più di tutte mi ha fatto saltare letteralmente in piedi dalla sedia...
“Lampedusa sarà sede di un casinò”...

questo, se mi è concesso, è solo uno dei tanti motivi per cui io odio profondamente il modo di pensare e di vivere che abbiamo assunto noi italiani.
sia in maniera volontaria che non...
mi spiego...
come dicevo tempo addietro in un vecchio post, rimango sempre inorridito vedendo file e code di anziani, giovani davanti ai banconi delle tabaccherie, delle sale giochi, ricevitorie, in attesa di spendere i propri euro in giochi d'azzardo...
ormai li conosciamo tutti...
gratta e vinci, superenalotto, lotto, 10 e lotto, scommesse ippiche e sportive, senza contare l'ormai modaiola passione per il Poker online...
le macchinette, i video poker poi, sono strafamosi anzi, stra-famigerati...



la cosa che mi fa letteralmente imbestialire è che tale diffusione ha avuto un picco proprio in questi ultimi 18 anni.

non è un caso che la parola "Casinò" esca fuori dalle labbra del nostro "amato" Silvio.

ricordo ancora quando si diffuse la notizia che Emilio Fede, la notte di Capodanno del 1998 azzeccò dieci banchi consecutivi a Chemin de Fer e vinse un miliardo di lire al casinò di Montecarlo...

ecco, tutto ciò mi mette parecchio in imbarazzo...
non sono esempi che devono essere messi davanti alla gente, in un periodo così difficile, duro come quello che stiamo vivendo.
milioni di disoccupati, decine di migliaia di famiglie con l'acqua alla gola, cassa-integrati, pensionati sulla soglia della povertà...
nonostante tutto però il gioco è tanto, tantissimo diffuso.
anche tra chi ha poco e nulla, anzi, soprattutto.
perchè il sogno di una vittoria facile, di una vita di rendita, è una chimera troppo bella da cancellare dai pensieri e corrode come un tarlo mortale anche la mente più solida ed acculturata.
dobbiamo dirlo, anche il vizio del gioco, è uguale per tutti
ecco, io dico basta anche a questo.
in che senso dico basta?
so che non sarà possibile al momento cambiare e convincere le persone, i comuni mortali...
so che non è possibile al momento nemmeno annullare o abbolire tale scempio.
però limitarne la diffusione tramite pubblicità o tramite "sparate pubbliche" si.
come accadde per le sigarette.
tutti le fumano, tutti le comprano, ma almeno adesso non vediamo più le pubblicità in tv e sui pacchetti c'è scritto che fanno male.
certo anche sui tagliandi di gioco c'è scritto che bisogna farlo con moderazione, per carità, ma intanto tutti i giorni a tutte le ore del palinsesto tv,  sui giornali, in rete, abbiamo davanti sempre questo richiamo al suicidio.
è vero, è un suicidio, non c'è altro modo per chiamarlo...
è come se ci dicessero "buttati sotto il treno, se sopravivi, forse, sarai felice per sempre..."
ci son tanti motivi per dire no a tutto questo.
i soldi aiutano ma non ti rendono felice.
i soldi non ti cambiano in una persona migliore, nè agli occhi di te stesso nè a quelli degli altri.
un infelice resta infelice, passato il momento di euforia della vincita.
siamo un popolo di poveri ormai, però giochiamo al superenalotto.

lo stato continuerà a rimpinguare le casse con i nostri soldi buttati al gioco, lo so...
ma non voglio che questa possibilità sia diffusa come la più gioiosa delle soluzioni, alla luce del sole, in faccia alla miseria e alle difficoltà della vita.
Vostro Onore, se noi non sappiamo salvarci, allora io invoco l'infermità mentale, e chiedo allo stato e al monopolio lo stop alle pubblicità sul gioco d'azzardo per circonvenzione di incapace!!

Bruno

sabato 26 marzo 2011

Prossima fermata: e chi lo sa?


cronaca di oggi.
dopo un paio di scambi di mail faccio conoscenza con Giuseppe "rottamatore" Civati.

L'unico politico che finora ha risposto alle mie mail.
laconico, pratico, cortese.
alla mia accorata richiesta di un confronto lui risponde quasi immediatamente con un invito a partecipare alla "Prossima Fermata Italia" in quel di Arcore.
5 minuti tutti miei per parlare ad una platea.
un'occasione significativa per un signor Nessuno come me.
Se qualcuno pensa che voglia buttarmi in politica si sbaglia di grosso.
Bruno ha le sue idee, ha i suoi sogni, e se per caso coincidono con una concezione più "socialista" della vita non è però una conseguenza logica il fatto che debba mettersi in gioco con il potere e le poltrone.
Sbaglia anche chi pensa che Bruno abbia la soluzione sbrigativa a tutti i problemi.
a quel proposito consiglio di continuare col Superenalotto...

Se Bruno è diventato una sorta di simbolo è solo perchè, per assurdo, lui che porta una maschera ha messo la faccia, mentre gli altri no.

la Convention di Arcore procede abbastanza bene, secondo un format già provato a Firenze...
Tanti interventi di liberi cittadini ed esponenti più o meno noti della cultura e dell'imprenditoria locale.
a volte soporiferi, a volte scontati, altre infervorati o fantasiosi.
ognuno dice la sua alla propria maniera.
talvolta strappando un applauso, talvolta un sorriso...

arriva il momento del Superdisoccupato.
dice la sua, con il suo stile.
l'emozione prende il sopravvento...

Bruno si incarta un paio di volte dicendo gatto anzicchè cane, che si morde la coda...
dimentica il discorso provato la sera prima, improvvisando un sunto di quanto pensato da una settimana per l'occasione.
i 5 minuti passano rapidissimi, come un batter di ciglia.
il 90% di quel che voleva dire rimane strozzato in gola, affogato nel cuore...
ma va bene così...
alla fine il Superdisoccupato pone una domanda alla Politica poi chiede lavoro, provocando la risata generale.
sembra una vittoria, ma invece è una sconfitta sonora.
già, perchè chiedere lavoro in una pubblica assemblea sembra una frase da "dolcetto o scherzetto"...
l'unico che non ride è Civati.
lui con lo sguardo fisso su Bruno ascolta, anticipa mentalmente le argomentazioni, è consapevole di ciò che succede attorno.
glielo leggo negli occhi...
la mia non è un'apologia al giovane politico rottamatore, è solo la scoperta di un alleato, un uomo che capisce e risponde prima ancora che gli si ponga una domanda.
domani, spero, sarà meglio di oggi...

venerdì 18 marzo 2011

Ok corral infinito...



Legge d'attrazione, legge di Murphy, legge di gravità, legge di Dio, legge degli uomini...
...qualunque sia il dettame di questo universo la mia vita non cambia...
se mai ho peccato in vita mia l'ho fatto davvero quando ho pensato che tutto ciò potesse davvero cambiare le cose...

Non è che ci siano variazioni significative...
Ogni giorno utile lo uso senza risparmiarmi...
Allo stesso modo di prima.
6:30 del mattino, qualche volta le 7...
Mi alzo dal letto, bevo un caffè, consulto cartine e mappe in rete, telefono, prendo appuntamenti, esco...
Se ho soldi compro il giornale degli annunci, ma tanto son sempre gli stessi...
Stesse agenzie, stessi specchietti per le allodole...
Mimetizzato tra studenti pendolari, gruppetti di peruviani e nordafricani infreddoliti la mattina prendo l'autobus, a volte per andare a Milano, altre a Monza...

La partenza è sempre sull'allegro andante, speranzosa, energetica...
qualche volta nel riflesso del finestrino dell'autobus intravedo la mia espressione quasi gioiosa, come se vedessi un fantasma benevolo...
Sensazione che dura sempre troppo poco...
Mi basta arrivare alla prima agenzia e sentirmi dire "no, non abbiamo nulla al momento, ci faremo sentire noi..." e tutto crolla come un castello di carte.

Frasi che sento sette, dieci, venti volte nell'arco di mezza giornata, intervallate dal rumore delle mie scarpe sul marciapiede, dalle auto che passano veloci per strada...
dove andranno mai poi tutte quelle auto?
possibile che io sia l'unico in strada a non aver un posto verso cui sfrecciare veloce?
perchè solo il mio mondo deve essere così terribilmente lento?...
Qualcuno, alle mie spalle parla d'affari al cellulare..
Un uomo in giacca e cravatta, sulla cinquantina, borsa a tracolla, evidentemente avrà un portatile lì dentro...

Due amiche conversano sulla serata del sabato precedente al locale "tal dei tali"...
Un ragazzo marocchino seduto per terra vende la propria mercanzia, occhiali, berretti di lana, cinte e accendini...
incontro il suo sguardo...
lo saluto portandomi la mano al petto, all'altezza del cuore, e lui mi risponde con un mezzo sorriso compiendo lo stesso gesto...
Salam aleik...


Passo davanti ad una scuola...
I ragazzi escono, tra schiamazzi e tentati abbordaggi alle figliole di turno...
Alcuni fuggono a bordo di scooterini multicolori, altri si rintanano nell'auto in seconda fila della mamma o del papà che li aspetta col motore acceso, come rapinatori all'ingresso di una banca...
Qualcun'altro si infila correndo nella panineria a fianco, occupando velocemente un tavolo e trascinando rumorosamente un paio di sedie per far posto agli altri che sopraggiungono ridendo e parlando del prof di matematica...
Non sanno cosa li aspetta dopo questi anni spensierati.
Una volta ero come loro...
Quanto sono cambiato, quanto è cambiato tutto...alle volte fatico a rendermene conto.

Non c'è un metodo per accelerare il battito del cuore e riportarlo a quando avevo sei anni e le giornate mi sembravano lunghe il triplo?
Sta scappando tutto via così velocemente che non riesco a sfruttare il tempo come vorrei...

La giornata giunge al pranzo.
per gli altri forse...
Io decido di saltarlo a piè pari per non spendere soldi...
Termino il tour verso le 15, risalgo sull'autobus e in 40 minuti son di nuovo davanti la porta di casa, esattamente, tragicamente, identico a come me ne ero andato...
solo molto più intristito, abbrutito e scontroso...

Alle volte decido per disperazione di continuare fino alle 17, le 18, a seconda dell'orario di chiusura di alcune agenzie.
Rientrato in casa mi butto sotto la doccia, come se servisse a lavar via tutto il brutto che c'è per strada e in generale nella mia vita .
C'è di che star freschi...
Non serve nulla...
La frustrazione ti resta incollata anche se strappi la pelle e la cambi con quella di un altro.
Certi fallimenti vanno dritti al cuore, e ti segnano pian piano, modificando le tue reazioni, il tuo carattere, facendoti dire e fare cose che qualche mese prima non avresti mai detto o fatto...
Rendersene conto può essere un bene, ma a che serve?
Non cambi tu ma non cambia nemmeno il mondo...
Allora è meglio modificarsi e cercare di diventare come il mondo ti vuole?.
E' bene tutto ciò?
cosa è più giusto?

La sera arriva presto e i pensieri non ti mollano.
Fai due chiacchere con qualche amico in rete, commenti qualche post, leggi fino a notte tarda annunci, mandi curricula...

Parlo con mia figlia...
Risate, domande, cosa hai mangiato, com'è andata a scuola...
poi il rito giocoso che ormai da anni ci trasciniamo..lei che mi chiede "l'indovinello" sui supereroi, e io vorrei invece darle altro piuttosto che una telefonata...

Poi, come un colpo di grazia misericordioso il sonno mi avvolge, bisbigliando sogni e idee all'orecchio...
basta, tolgo la spina...
a domani.

martedì 15 marzo 2011

UN APPLAUSO DI INCORAGGIAMENTO...


...ma è così complicato poter avere l'attenzione di un politico?
Faccia a faccia?
Niente?
Non sentite?
Ma perchè Costoro non hanno mai l'abitudine a parlare con la gente comune per DAVVERO?
Perchè hanno la tendenza a fare bagni di folla solo e soltanto in periodo elettorale?
Perchè poi si lamentano di perdere consensi e alle urne piangono lacrime amare?
Non voglio risposte...
Vorrei che si ponessero queste domande, una volta tanto...
Io le risposte le so...
Accettate un aiuto del pubblico?

lunedì 14 marzo 2011

Dalla parte di Bruno e dei Superdisoccupati: lettera aperta


Salve a tutti

Molti di voi sanno già chi sono.
Alcuni mi conoscono solo tramite un add su facebook, altri grazie a numerose piacevoli conversazioni telefoniche, altri ancora di persona.
Questa mail è indirizzata soprattutto a chi non sa nulla di me e dei "Superdisoccupati", o ancor di più a chi, sapendo, fa finta di nulla.
Per alcuni sarà solo un piacevole, spero, sicuramente interessante, punto della situazione, per altri un rigoroso rimprovero con annesso spunto di riflessione.

Per chi non avesse idea faccio una sorta di sunto.

Mi chiamo Bruno, ho 37 anni, vivo a Concorezzo, in provincia di Monza e Brianza, sono disoccupato.
Bruno è il mio secondo nome di battesimo, ma all'anagrafe risulta solo Claudio I.

Chiamatemi Bruno, come direbbe Melville, questa di cui leggerete a seguito è la mia personale balena bianca.

Sono disoccupato da ormai 3 anni.
A causa di un tragico mix di crisi e demeriti personali, mi sono ritrovato lentamente, inesorabilmente nella condizione di perdere tutto ciò che avevo faticosamente conquistato in precedenza.
Famiglia, casa, auto, vestiti...soldi...tutto, insomma.
ho una figlia di 8 anni che ho dovuto allontanare presso la famiglia d'origine della mia ex-moglie (anche lei disoccupata, povera e pazza) per non trascinare anche lei nel vortice del mio fallimento.
Grazie all'intervento di un'amica son riuscito a trasferirmi qui, a Concorezzo, nella speranza che, stando più vicino alla grande Metropoli, Milano, avrei potuto trovare più facilmente lavoro e ricominciare pian piano una lenta risalita verso la felicità.

Così non è stato.

Da mesi, pur essendo iscritto a decine e decine di agenzie interinali, cercando qualsiasi tipo di lavoro e spedendo quotidianamente curricula sia via internet che per posta a varie aziende, rispondendo a centinaia di annunci di lavoro letti in ogni dove, la situazione non è cambiata, e io, che di natura sono abbastanza creativo e mai domo, ho preso l'iniziativa di cominciare a gridare il mio disagio in rete, come alternativa alla classica ricerca.
Dapprima, timidamente con un blog sulla piattaforma Splinder, poi con un profilo Facebook, in entrambi sotto l'alter ego di "Bruno, il Superdisoccupato".

Tutti alcune volte ci rendiamo indifferenti a certe situazioni, chi più, chi meno, per cui, inevitabilmente direi, il mio appello all'inizio sembrava destinato a cadere nel vuoto.
La povertà spesso è vista come una malattia contagiosa e temiamo sempre che qualcuno voglia levarci dalla tasca quel che abbiamo faticosamente guadagnato.

Nei miei appelli, comunque ho sempre, fin da subito chiarito che non cercavo soldi, ma opportunità di lavoro, e alle donazioni, preferivo contraccambiare con prestazioni di lavoro, anche piccole e temporanee...

Dal mese di ottobre al mese di dicembre gli unici risultati erano stati un trio di contatti di privati onesti cittadini e un articolo sul Giornale di Vimercate e sulla testata online Paneacqua.

La Caritas, inoltre, si era resa disposta a fornirmi l'appoggio dovuto alla mia situazione di reale fame, concedendomi un buono da 25 euro per comprare da mangiare (ogni 21 giorni) e la possibilità di piccoli rifornimenti presso lo sportello "5 pani e due pesci" dedicato ai meno abbienti del paese (ogni 14 giorni).

In questa situazione, son riuscito a barcamenarmi fino a poco più di due settimane fa.

Cosa è successo dopo?
Semplice, che la Caritas, nell'ottica di una spesa  più oculata, ha apportanto dei tagli, decidendo  unilateralmente e senza preavviso alcuno di revocarmi il buono da 25 euro.
Contemporaneamente mi hanno rubato la bicicletta, unico mezzo che ero riuscito a comprare, di seconda ( forse anche terza e quarta) mano verso Natale, grazie alla donazione di un amico conosciuto sempre su facebook.
Nel frattempo, perdevo anche la possibilità di continuare a tenere la linea telefonica, causa bolletta non pagata (le altre, gas, luce, mi erano state pagate gentilmente appunto dagli altri miei amici su Facebook).

A quel punto la mia frustrazione raggiunge il limite di sopportazione, così inizio a bombardare di mail, coadiuvato dai miei pochi contatti in rete, redazioni di giornali, tv, e enti pubblici.

Risultato?

Massimo Razzi, da La Repubblica mi contatta intenzionato a conoscermi e a preparare un articolo sulla mia situazione.
Articolo che esce quasi a 24 ore dalla telefonata, dimostrando un tempismo ed una sensibilità davvero esemplari.
Si scatena il finimondo.

Vengo contattato, nell'arco di tempo di una settimana, da quasi 1000 ( leggasi mille) utenti di facebook, ricevendo fino a 300-400 messaggi al giorno da persone di ogni estrazione sociale, livello culturale ed economico.
Non solo.
Vengo contattato sia via mail che poi telefonicamente dalle redazioni di Annozero (rai2), Mattino 5 (Canale 5), La Vita in Diretta ( rai1), più varie e disparate testate giornalistiche online, che chiedono se sono disposto a comparsate televisive e interviste.

Ricevo persino una richiesta di candidatura da parte di un noto politico lombardo ( di cui non faccio il nome) per il PD.

Proposte di lavoro reali poche, da contare sulle dita di una mano. Spesso irrealizzabili per vari motivi...
Donazioni spontanee, diverse...generosissime, commoventi, ma di certo non sufficienti a sconfiggere, se non momentaneamente, il mio disagio, a lunga scadenza.

La cosa più sconvolgente però diventa per me leggere i messaggi, talvolta disperati, talvolta rassegnati, di centinaia di altri disoccupati come me.
Laureati, Dilpomati, precari, senza arte nè parte, che mi chiedono consigli, visibilità, possibilità di gridare rabbia e frustrazione.

In molti mi innalzano addirittura a simbolo di una nuova lotta aperta al sistema, ruolo che non ho chiesto e del quale non sono in grado di vestire i panni.
Tuttavia, anche se non pienamente convinto, mi muovo ugualmente, spinto soprattutto da un senso di cameratismo e di solidarietà per chi condivide con me le statistiche sulla miseria del nostro pseudo-ricco paese.

Allorchè decido, di cambiare il mio appello.
Modifico il nome del mio blog al plurale, in "Bruno e i Superdisoccupati", dichiarando esplicitamente un rinnovato impegno non soltanto per me stesso, ma anche a nome di quanti nel silenzio, vivono una realtà triste di fallimento, di disperazione e rassegnazione.

Storie strazianti, a volte aggravate da malattie incurabili e depressioni da suicidio dinanzi alle quali non riesco a restare indifferente, oppure di delusione e fiducia tradita nei confronti di una classe dirigente troppo presa dal proprio tornaconto per guardare realmente in basso, a chi l'ha eletta.
Sfiducia bipartizan...sia chiaro.

A quel punto, inizio a proporre (leggasi proporre, non promuovere-chi è portato all'uso corretto della lingua italiana comprenderà la differenza) varie iniziative, anche fuori dall'ambito internet, dal volantinaggio selvaggio al boicottaggio delle agenzie interinali, raccogliendo spesso e volentieri pareri favorevoli soprattutto da parte di altri fratelli diseredati, con lo scopo di sensibilizzare al problema dei disoccupati (leggasi disoccupati, e non disoccupazione-quello non spetta a me) l'opinione pubblica partendo dal basso.

In me presto si fa largo la sensazione che la solidarietà è invece un sentimento molto presente tra la gente comune, che spesso si offre con aiuti concreti (mai richiesti da parte mia, tengo a sottolinearlo nuovamente), e io stesso, spesso, inizio a far slittare questi aiuti verso altri disoccupati, proprio cercando di espandere questo movimento di concreta complicità ed impegno civile.
nel blog e nel profilo Facebook condivido con tutti quanti i links relativi ad annunci di lavoro presenti in rete, invitando tutti a fare lo stesso.

Però resto deluso.
In una settimana, o poco più, l'attenzione si affievolisce, gli appuntamenti tv saltano causa "scalettatura" ed eventi disastrosi che si susseguono, tra assassinii di povere ragazze innocenti, rivolte in Africa e terremoti in oriente.
Si ricomincia a dimenticare a favore di un dolore più lontano e sensazionalistico da esporre al grande pubblico.
La macchina dell'indifferenza si rimette in moto, inesorabile.

La cosa per cui mi indigno di più però è una sola.
Perchè nessun ente pubblico, nessun ministero, nessun rappresentante del governo o di opposizione parla con me?
Perchè tanto silenzio da parte delle autorità?
Che non sappiano fare o non vogliano fare, il proprio dovere?
Perchè non subentrare attivamente alla solidarietà popolare con iniziative reali per risolvere il problema, o almeno, quantomeno, accogliere l'appello con un limpido e chiaro "l'abbiamo sentita, sign. Bruno!!! cosa possimo fare? cosa ci suggerisce?"?

Ecco quindi che oggi sono qui, ancora una volta a scrivere a tutti Voi.
Per me la situazione non è mai cambiata.
Per tanti come me, a migliaia, la situazione non è mai cambiata.

Cosa intendete fare?
Ma sì, giochiate agli indiani e anche a rimpiattino...
Peccato che per molti di noi il tempo dei giochi sia finito da un pezzo.
Ci rivediamo alle elezioni.

noi non arretriamo, noi non molliamo, noi ci siamo.

grazie per l'attenzione

Bruno, il Superdisoccupato.

http://brunosuperdisoccupato.blogspot.com/