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giovedì 16 giugno 2011

la favoletta della buonanotte...


C'ERA UNA VOLTA...
Così iniziano tante favole...
Perchè cosa è questa se non una favola?

Un racconto per fare addormentare i bambini, per spaventarli senza troppa brutalità in modo da insegnar loro i fatti della vita...
Una favola continua, infinita, metafora di un mondo distorto che però abbiamo accettato passivamente, perchè in fondo ci piace, ne godiamo, lo coccoliamo dentro di noi e ad oltranza fuori di noi, estendendolo fin dove arriva il nostro sguardo.
 
Bene, ecco di cosa parla questa favola...
Parla di un paese perfetto, o quasi, dove però i pochi banali problemi li risolve senza troppo clamore un gruppo di signori belli e ben vestiti, dal sorriso smagliante e dall'allegria contagiosa.
Un gruppo di uomini magici, elfi, nani, gnomi, circondati da bellissime fatine, che spargono per aria musica dolce e trascinante...

La maggior parte dei pochi problemi però li creiamo noi, o meglio, i problemi ce li suggerisce all'orecchio un altro gruppo di persone, cattive, vestite di rosso, o con i passamontagna neri, nemici giurati di quei primi, invidiosi della loro gioiosità e dei loro bei vestiti puliti e costosi.

La favola continua e vede gli uomini belli continuare a dirci che tutto è a posto, che tutto va bene, e che non dobbiamo preoccuparci di nulla, perchè i cattivi rossi sono sotto controllo e non possono farci del male così noi possiamo dedicarci a costruire la nostra vita fino a quando non diventerà un grande castello dorato con bastioni alti ed invalicabili che fermeranno per sempre l'azione distruttrice dei cattivi...

Come lo costruiamo il castello dorato?
Un mattone alla volta.
La malta per i mattoni ce la fornisce il grande costruttore, il Mago buono, capo degli uomini belli, che ha un potere invincibile, il suo sorriso magico, che trasforma il fumo in oro e le preoccupazioni in sogni, e racconta storie divertenti...
Ma la cosa più bella è che per costruire il castello non dobbiamo fare nessuna fatica...
I mattoni vengon su da soli...
Il Mago buono ce lo ha promesso
Basta fare poche cose...
Curare la bellezza del nostro corpo, in modo che assomigli sempre di più a quello degli uomini belli e le loro fatine...


Dobbiamo cabalizzare le nostre vite, i numeri magici infatti ci conducono sempre di più alla perfezione del nostro intelletto dorato...
oppure possiamo cercare le Rune magiche della felicità...


Dobbiamo svuotare i magazzini dei grandi mercanti, amici degli uomini belli, perchè anche loro possono donarci in cambio la malta dei mattoni.
Dobbiamo pensare ai cibi più buoni, perchè con lo stomaco pieno, seduti al tavolo di un bel ristorante si pensa di meno ai problemi che ci suggeriscono diabolicamente gli uomini rossi.



Poi, anzicchè annoiarci con i discorsi impegnati e tendenziosi degli uomini rossi (o viola, ci sono anche quelli tra i nemici) il Mago buono ci ha preparato delle comode seggiole in riva al mare, anzi, di più, ha fatto costruire dei bastioni pure sulla spiaggia dorata, in modo che chi è cattivo e puzzolente non possa disturbare noi e i nostri figli mentre ci godiamo il sole e le vacanze.
se poi non volete sporcarvi di sabbia, allora il Mago vi farà salire a bordo di gigantesche navi dorate, mosse da migliaia di servi rematori sorridenti e fedeli, che vi porteranno lontano lontano, mentre voi ballerete, mangerete, amoreggiando con stupende fatine mentre i musicanti suoneranno per voi, solo pr voi, serviti e riveriti come re


Questo mondo stupendo è lì, a portata di mano...
Afferrate il sogno ma cercate di non risvegliarvi, perchè il mondo reale potrebbe non piacervi...
Troppi uomini rossi e cattivi, troppi orchi...

Buonanotte belpaese dorato...
Buonanotte bimbi belli





giovedì 31 marzo 2011

L'Italia? ...un gran casin(ò)!!


in genere cerco di non entrare in merito a quanto dice e fa Silvio Berlusconi.
non sono un politico, non credo comunque che sia produttivo fare opposizione soltanto ponendo come argomentazioni le sue sparate populiste e i suoi comportamenti privati, legali o meno.
però ieri, vedendo i servizi tv riguardanti la sua visita a Lampedusa, tra le tante cose che mi hanno fatto gelare il sangue nelle vene c'è stata una frase pronunciata dal Presidente del Consiglio che più di tutte mi ha fatto saltare letteralmente in piedi dalla sedia...
“Lampedusa sarà sede di un casinò”...

questo, se mi è concesso, è solo uno dei tanti motivi per cui io odio profondamente il modo di pensare e di vivere che abbiamo assunto noi italiani.
sia in maniera volontaria che non...
mi spiego...
come dicevo tempo addietro in un vecchio post, rimango sempre inorridito vedendo file e code di anziani, giovani davanti ai banconi delle tabaccherie, delle sale giochi, ricevitorie, in attesa di spendere i propri euro in giochi d'azzardo...
ormai li conosciamo tutti...
gratta e vinci, superenalotto, lotto, 10 e lotto, scommesse ippiche e sportive, senza contare l'ormai modaiola passione per il Poker online...
le macchinette, i video poker poi, sono strafamosi anzi, stra-famigerati...



la cosa che mi fa letteralmente imbestialire è che tale diffusione ha avuto un picco proprio in questi ultimi 18 anni.

non è un caso che la parola "Casinò" esca fuori dalle labbra del nostro "amato" Silvio.

ricordo ancora quando si diffuse la notizia che Emilio Fede, la notte di Capodanno del 1998 azzeccò dieci banchi consecutivi a Chemin de Fer e vinse un miliardo di lire al casinò di Montecarlo...

ecco, tutto ciò mi mette parecchio in imbarazzo...
non sono esempi che devono essere messi davanti alla gente, in un periodo così difficile, duro come quello che stiamo vivendo.
milioni di disoccupati, decine di migliaia di famiglie con l'acqua alla gola, cassa-integrati, pensionati sulla soglia della povertà...
nonostante tutto però il gioco è tanto, tantissimo diffuso.
anche tra chi ha poco e nulla, anzi, soprattutto.
perchè il sogno di una vittoria facile, di una vita di rendita, è una chimera troppo bella da cancellare dai pensieri e corrode come un tarlo mortale anche la mente più solida ed acculturata.
dobbiamo dirlo, anche il vizio del gioco, è uguale per tutti
ecco, io dico basta anche a questo.
in che senso dico basta?
so che non sarà possibile al momento cambiare e convincere le persone, i comuni mortali...
so che non è possibile al momento nemmeno annullare o abbolire tale scempio.
però limitarne la diffusione tramite pubblicità o tramite "sparate pubbliche" si.
come accadde per le sigarette.
tutti le fumano, tutti le comprano, ma almeno adesso non vediamo più le pubblicità in tv e sui pacchetti c'è scritto che fanno male.
certo anche sui tagliandi di gioco c'è scritto che bisogna farlo con moderazione, per carità, ma intanto tutti i giorni a tutte le ore del palinsesto tv,  sui giornali, in rete, abbiamo davanti sempre questo richiamo al suicidio.
è vero, è un suicidio, non c'è altro modo per chiamarlo...
è come se ci dicessero "buttati sotto il treno, se sopravivi, forse, sarai felice per sempre..."
ci son tanti motivi per dire no a tutto questo.
i soldi aiutano ma non ti rendono felice.
i soldi non ti cambiano in una persona migliore, nè agli occhi di te stesso nè a quelli degli altri.
un infelice resta infelice, passato il momento di euforia della vincita.
siamo un popolo di poveri ormai, però giochiamo al superenalotto.

lo stato continuerà a rimpinguare le casse con i nostri soldi buttati al gioco, lo so...
ma non voglio che questa possibilità sia diffusa come la più gioiosa delle soluzioni, alla luce del sole, in faccia alla miseria e alle difficoltà della vita.
Vostro Onore, se noi non sappiamo salvarci, allora io invoco l'infermità mentale, e chiedo allo stato e al monopolio lo stop alle pubblicità sul gioco d'azzardo per circonvenzione di incapace!!

Bruno

venerdì 18 marzo 2011

Ok corral infinito...



Legge d'attrazione, legge di Murphy, legge di gravità, legge di Dio, legge degli uomini...
...qualunque sia il dettame di questo universo la mia vita non cambia...
se mai ho peccato in vita mia l'ho fatto davvero quando ho pensato che tutto ciò potesse davvero cambiare le cose...

Non è che ci siano variazioni significative...
Ogni giorno utile lo uso senza risparmiarmi...
Allo stesso modo di prima.
6:30 del mattino, qualche volta le 7...
Mi alzo dal letto, bevo un caffè, consulto cartine e mappe in rete, telefono, prendo appuntamenti, esco...
Se ho soldi compro il giornale degli annunci, ma tanto son sempre gli stessi...
Stesse agenzie, stessi specchietti per le allodole...
Mimetizzato tra studenti pendolari, gruppetti di peruviani e nordafricani infreddoliti la mattina prendo l'autobus, a volte per andare a Milano, altre a Monza...

La partenza è sempre sull'allegro andante, speranzosa, energetica...
qualche volta nel riflesso del finestrino dell'autobus intravedo la mia espressione quasi gioiosa, come se vedessi un fantasma benevolo...
Sensazione che dura sempre troppo poco...
Mi basta arrivare alla prima agenzia e sentirmi dire "no, non abbiamo nulla al momento, ci faremo sentire noi..." e tutto crolla come un castello di carte.

Frasi che sento sette, dieci, venti volte nell'arco di mezza giornata, intervallate dal rumore delle mie scarpe sul marciapiede, dalle auto che passano veloci per strada...
dove andranno mai poi tutte quelle auto?
possibile che io sia l'unico in strada a non aver un posto verso cui sfrecciare veloce?
perchè solo il mio mondo deve essere così terribilmente lento?...
Qualcuno, alle mie spalle parla d'affari al cellulare..
Un uomo in giacca e cravatta, sulla cinquantina, borsa a tracolla, evidentemente avrà un portatile lì dentro...

Due amiche conversano sulla serata del sabato precedente al locale "tal dei tali"...
Un ragazzo marocchino seduto per terra vende la propria mercanzia, occhiali, berretti di lana, cinte e accendini...
incontro il suo sguardo...
lo saluto portandomi la mano al petto, all'altezza del cuore, e lui mi risponde con un mezzo sorriso compiendo lo stesso gesto...
Salam aleik...


Passo davanti ad una scuola...
I ragazzi escono, tra schiamazzi e tentati abbordaggi alle figliole di turno...
Alcuni fuggono a bordo di scooterini multicolori, altri si rintanano nell'auto in seconda fila della mamma o del papà che li aspetta col motore acceso, come rapinatori all'ingresso di una banca...
Qualcun'altro si infila correndo nella panineria a fianco, occupando velocemente un tavolo e trascinando rumorosamente un paio di sedie per far posto agli altri che sopraggiungono ridendo e parlando del prof di matematica...
Non sanno cosa li aspetta dopo questi anni spensierati.
Una volta ero come loro...
Quanto sono cambiato, quanto è cambiato tutto...alle volte fatico a rendermene conto.

Non c'è un metodo per accelerare il battito del cuore e riportarlo a quando avevo sei anni e le giornate mi sembravano lunghe il triplo?
Sta scappando tutto via così velocemente che non riesco a sfruttare il tempo come vorrei...

La giornata giunge al pranzo.
per gli altri forse...
Io decido di saltarlo a piè pari per non spendere soldi...
Termino il tour verso le 15, risalgo sull'autobus e in 40 minuti son di nuovo davanti la porta di casa, esattamente, tragicamente, identico a come me ne ero andato...
solo molto più intristito, abbrutito e scontroso...

Alle volte decido per disperazione di continuare fino alle 17, le 18, a seconda dell'orario di chiusura di alcune agenzie.
Rientrato in casa mi butto sotto la doccia, come se servisse a lavar via tutto il brutto che c'è per strada e in generale nella mia vita .
C'è di che star freschi...
Non serve nulla...
La frustrazione ti resta incollata anche se strappi la pelle e la cambi con quella di un altro.
Certi fallimenti vanno dritti al cuore, e ti segnano pian piano, modificando le tue reazioni, il tuo carattere, facendoti dire e fare cose che qualche mese prima non avresti mai detto o fatto...
Rendersene conto può essere un bene, ma a che serve?
Non cambi tu ma non cambia nemmeno il mondo...
Allora è meglio modificarsi e cercare di diventare come il mondo ti vuole?.
E' bene tutto ciò?
cosa è più giusto?

La sera arriva presto e i pensieri non ti mollano.
Fai due chiacchere con qualche amico in rete, commenti qualche post, leggi fino a notte tarda annunci, mandi curricula...

Parlo con mia figlia...
Risate, domande, cosa hai mangiato, com'è andata a scuola...
poi il rito giocoso che ormai da anni ci trasciniamo..lei che mi chiede "l'indovinello" sui supereroi, e io vorrei invece darle altro piuttosto che una telefonata...

Poi, come un colpo di grazia misericordioso il sonno mi avvolge, bisbigliando sogni e idee all'orecchio...
basta, tolgo la spina...
a domani.

martedì 15 marzo 2011

UN APPLAUSO DI INCORAGGIAMENTO...


...ma è così complicato poter avere l'attenzione di un politico?
Faccia a faccia?
Niente?
Non sentite?
Ma perchè Costoro non hanno mai l'abitudine a parlare con la gente comune per DAVVERO?
Perchè hanno la tendenza a fare bagni di folla solo e soltanto in periodo elettorale?
Perchè poi si lamentano di perdere consensi e alle urne piangono lacrime amare?
Non voglio risposte...
Vorrei che si ponessero queste domande, una volta tanto...
Io le risposte le so...
Accettate un aiuto del pubblico?